Uno spettacolo che nasce dal desiderio di osservare e analizzare la mafia da una prospettiva femminile, spostando lo sguardo dai grandi protagonisti maschili della storia a ciò che accade nelle case, nelle famiglie e nelle vite delle donne.
“Madre & Madrina” è il titolo del nuovo lavoro della bravissima Simona Salvatore, giovane scrittrice e regista lombarda di origini messinesi, che andrà in scena alle 21:00 di sabato 17 ottobre a Monterotondo, in provincia di Roma, in occasione della Festa del Tesseramento Writer Monkey 2026/2027, negli spazi di ARCI Writer Monkey in via della Rocca 36.
In scena, oltre alla stessa autrice, Mirko Rovina, Simona Quagliuso e Francesca Mingarelli.
Al centro dello spettacolo ci sono due universi paralleli.
“La Madrina – spiega Simona Salvatore – appartiene al mondo della mafia: non è semplicemente la cattiva della storia e non viene costruita come antagonista diretta della Madre; è una donna che conosce il proprio sistema, le sue regole, i suoi codici e la funzione che le donne hanno avuto all’interno”. “Attraverso lei – prosegue – emerge una mafia che non è mai stata soltanto cosa di uomini: le donne hanno custodito legami, educato figli, costruito alleanze, trasmesso appartenenze, protetto patrimoni e, in alcuni casi, esercitato direttamente il potere”.
Parallelamente, vive la Madre.
“Non entra in scena – precisa l’autrice – per rispondere alla Madrina, abita quasi un altro mondo, ma attraversa la stessa storia ed è la voce delle donne che hanno conosciuto la violenza mafiosa, la perdita, la giustizia, lo Stato, la ribellione e soprattutto la possibilità di rompere ciò che sembrava destinato a ripetersi”.
“Le due traiettorie – osserva – procedono separatamente eppure continuano a sfiorarsi: entrambe parlano di famiglia,
di figli; entrambe parlano di uomini, appartenenza, terra, protezione e memoria, ma le stesse parole assumono significati completamente diversi a seconda del mondo da cui vengono pronunciate”.
Attraverso teatro, musica, storia e fatti realmente accaduti, “Madre & Madrina” attraversa epoche diverse e incontra figure come Anna Nocera, Luisa Fantasia, Rita Atria, Lia Pipitone e Francesca Morvillo, evitando abilmente la retorica che rischia di trasformarle in un semplice catalogo di vittime o eroine.
Lo spettacolo prova invece a interrogare il meccanismo più profondo che permette a un sistema culturale di sopravvivere: ciò che una generazione insegna a quella successiva.
Dentro questo viaggio entrano anche la legge, lo Stato, la giustizia e le loro contraddizioni.
Raccontare la mafia, infatti, significa inevitabilmente domandarsi chi stabilisce le regole, cosa accade quando la legge dello Stato si scontra con quella della famiglia o dell’appartenenza e quanto possa costare, soprattutto a una donna, decidere di uscire dal ruolo che qualcun altro ha scritto per lei.
Accanto alle due dimensioni femminili, altre voci entrano e rompono continuamente il racconto: provocano, ricordano, cantano, interrogano la storia e impediscono allo spettatore di osservarla da una distanza rassicurante.
“Madre & Madrina “non racconta una guerra tra una donna buona e una donna cattiva.
Narra bensì di due mondi, due modi di intendere la famiglia, due modi di custodire la memoria e di consegnare qualcosa a chi verrà dopo.
E forse proprio qui è racchiusa la domanda focale dello spettacolo: quanto della storia che si riceve si è obbligati a conservare e quanto, invece, è possibile finalmente scegliere di interrompere?
Donne e mafia osservate da una prospettiva femminile. A Monterotondo lo spettacolo “Madre & Madrina” scritto da Simona Salvatore

