Cinema

Dal 14 al 25 ottobre la sessantaduesima edizione del Chicago International Film Festival: dal 1965, la magia condivisa della settima arte nel Midwest

Centotredici lungometraggi e cinquantasette cortometraggi provenienti da tutto il mondo, all’interno di un fitto programma arricchito da eventi collaterali e dibattiti dedicati al rapporto tra cinema e urgenze sociali.
Prende il via nella giornata di mercoledì 14 ottobre la sessantaduesima edizione del Chicago International Film Festival, in programma fino al 25 del mese.
Nel corso dei decenni, la rassegna ha mantenuto il primato di festival cinematografico più competitivo in assoluto del Nord America, divenuto famoso per avere scoperto e lanciato negli Stati Uniti registi leggendari all’inizio delle loro carriere, quali Martin Scorsese, Wim Wenders, Rainer Werner Fassbinder e Taylor Hackford.
Il Chicago International Film Festival nacque nel 1964 da una brillante intuizione del regista e grafico di Chicago Michael Kutza, che fondò la manifestazione con l’obiettivo di offrire al pubblico una concreta alternativa ai prodotti commerciali di Hollywood.
Grazie a lui, il cinema indipendente e internazionale, allora quasi impossibile da vedere nelle sale tradizionali, approdò per la prima volta nel Midwest americano.
L’apertura ufficiale della kermesse avvenne nel 1965 al Cinema Theater di Chicago, conquistando subito la reputazione di festival autorevole e ambizioso.
La massima onorificenza assegnata dalla giuria internazionale del festival, il prestigioso premio per il miglior film, venne denominata “Gold Hugo”, ovvero il “Premio Hugo d’Oro”, una statuetta con due volti stilizzati ispirata a Hugo, il dio alato della scoperta e del progresso.

LA SESSANTADUESIMA EDIZIONE 

La nuova edizione si apre mercoledì 14 ottobre al  Music Box Theatre con la presentazione di “Club Kid”, commedia drammatica targata A24 e diretta da Jordan Firstman – che debutta alla regia di un lungometraggio – seguita dalla proiezione di “Victorian Psycho” di Zachary Wigon, con Maika Monroe e Thomasin McKenzie.
Molto ricco il parterre di ospiti speciali dell’edizione 2026: tra le celebrità più attese, ci sono l’attrice Carrie Coon e l’attore Marlon Wayans, protagonista di una serata d’onore speciale al Loyan Center.
La delegazione italiana 2026, coordinata da Cinecittà, è composta da Anna Foglietta, Alina Marazzi, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli.

La sessantaduesima edizione celebra inoltre il trentesimo anniversario del programma “Black Perspectives”, incentrato sul cinema della diaspora africana.
Si tratta di una sezione celebrativa di spicco all’interno del Chicago International Film Festival, fondata nel 1997 in collaborazione con Spike Lee per promuovere l’eccellenza del cinema afroamericano e la storia intellettuale della black diaspora africana globale.
Debutta inoltre, la primissima “Physical Media Fair”, una fiera a ingresso gratuito concepita per tutti gli amanti del collezionismo analogico che vogliono allontanarsi dallo streaming digitale.
Torna, infine, l’iniziativa “Disability in Focus”, evento tematico speciale organizzato in collaborazione con l’Università dell’Illinois a Chicago: il programma mette in mostra pellicole inclusive e promuove ampi  e approfonditi dibattiti post-proiezione per diffondere una nuova visione della disabilità e del modo in cui viene rappresentata.
Le proiezioni si tengono in diversi cinema e centri culturali sparsi per la città di Chicago, quali AMC NEWCITY 14, Gene Siskel Film Center, Music Box Theatre, Chicago History Museum, Reva and David Logan Center for the Arts dell’Università di Chicago e National Museum of Mexican Art e Kennedy King per le proiezioni gratuite destinate alle comunità. 

LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA: EMOZIONI IN PRIMO PIANO 

A firmare ancora una volta la campagna per il “Chicago International Film Festival” è la statunitense Ogilvy, tra le più importanti agenzie pubblicitarie del mondo, il cui fondatore, David Ogilvy, è considerato “il padre della pubblicità moderna”.
Intitolata “Cinema in Real Life”, esalta le emozioni che il pubblico prova in sala: le storie scorrono sul grande schermo e vengono condivise, al contrario di quanto avviene con la fruizione in streaming.
Il commento è affidato all’attrice anglosassone Helen Mirren, attrice premio Oscar che nel 2017 ha ricevuto il “Gold Hugo Award”.
La campagna ha coinvolto anche il fotografo americano Sandro Miller, che ha ritratto gli spettatori cristallizzando i momenti più significativi dell’esperienza cinematografica in sala, tra risate, stupore, reazioni inaspettate e commozione.

 

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