Settantacinque film in programma, ospiti illustri, opere d’autore e racconti popolari protagonisti del “Far East Film Festival”, in programma dal 24 aprile al 2 maggio a Udine.
Giunto alla ventottesima edizione, l’osservatorio sul cinema asiatico guarda all’esperienza ma rivolge lo sguardo al futuro, celebrando le opere di dodici Paesi orientali: un’avventura che ha preso il via nel 1999 e che oggi rappresenta una delle kermesse cinematografiche più autorevoli d’Europa.
E se è vero che quasi trent’anni fa innestare il cinema popolare asiatico nel cuore del Friuli suonava come una scommessa anomala, i risultati danno ragione a chi ci ha creduto: per nove giorni, anche nel 2026 il Teatro Nuovo Giovanni da Udine si trasforma in una sorta di succursale culturale della cultura asiatica, tra proiezioni, laboratori, cosplay e mercatini.
Un’occasione di incontro e coesione sociale che si rinnova di anno in anno, arricchendosi di contenuti in linea con le dinamiche sociali, i cambiamenti dello scenario internazionale e le tendenze più innovative della settima arte.
Non si tratta solo di un festival, ma di un incrocio di moltitudini dalle forti assonanze culturali: quasi inverosimilmente, le differenze esistenti esprimono vicinanza più che distanza, all’insegna di quel miracolo che riesce solo al cinema, quando è condiviso, come evidenzia compiutamente il manifesto dell’edizione in corso.

Diretto da Sabrina Baracetti, il “Far East Film Festival” mette in scena storie provenienti da Giappone, Hong Kong, Cina, Taiwan, Corea del Sud, Indonesia, Malesia, Filippine, Thailandia, Singapore e Vietnam.
Tutti i generi sono rappresentati: dal romance al musical, passando per il thriller, il noir e l’animazione.
Il momento clou è il Concorso con circa cinquanta film in gara, con anteprime mondiali e la presenza dei massimi registi orientali contemporanei.
Tra le iniziative collaterali, “Vertical Stories”, significativa analisi sul micro-drama tra creatività e sistema industriale; il Focus Asia dedicato alle nuove scoperte, il workshop concepito per i produttori asiatici ed europei dal titolo “Ties that Bind” e il dodicesimo FEFF Campus, scuola di giornalismo interna alla rassegna.

