È possibile, per una donna, ricostruire la propria vita a seguito di una violenza sessuale?
Fino a che punto abusi ed eventi traumatici possono condizionare le decisioni e i percorsi esistenziali delle vittime?
Sono gli interrogativi attorno a cui ruota “Sorry, Baby”, opera prima della regista, attrice e scrittrice franco-americana Eva Victor.
Un esordio sfolgorante: al Sundance Film Festival, la pellicola è stata presentata in anteprima il 27 gennaio scorso e premiata con il Waldo Salt Screenwriting Award per la miglior sceneggiatura.
Nel maggio successivo, è approdata alla settantottesima edizione del Festival di Cannes, dove è stata selezionata come film di chiusura, tra acclamazioni e critiche entusiastiche.
Il film, realizzato anche con il sostegno produttivo del regista Barry Jenkins, Premio Oscar nel 2017 per la Migliore Sceneggiatura Non Originale di “Moonlight”, ha ottenuto una candidatura ai Golden Globes, incassando al botteghino 2,3 milioni di dollari nelle prime sei settimane di programmazione negli USA.
In Italia uscirà nelle sale a partire da giovedì 15 gennaio, con la distribuzione di I Wonder Pictures e A24.
La regista Eva Victor, autrice della sceneggiatura, interpreta anche la protagonista Agnes, brillante docente universitaria che vive e lavora in una tipica cittadina del New England.
Alla giovane “è successo qualcosa di brutto”: un trauma radicale che affronta silenziosamente, cercando di rimettere a posto la sua vita.
Le sue giornate scorrono normalmente e Agnes sembra avere superato lo stupro subito da un suo ex professore, una persona apparentemente fidata.
In realtà, si tratta di una rimozione forzata e di un dolore “dormiente”, pronto a riemergere prepotentemente in occasione di una riunione di classe, che riacutizza la memoria della violenza.
Tutti, intorno a lei, sembrano andare avanti mentre la sua esistenza rimane immobile, incapace di svoltare.
Ad aiutarla, discretamente e senza proclami, sarà Lydie, amica ed ex coinquilina trasferitasi a New York e sposatasi, che le annuncia di essere rimasta incinta grazie all’inseminazione artificiale.
Le due donne, unite da una connessione profonda, sono l’emblema dell’amicizia femminile vera: silenziosa, confidenziale e non giudicante.
Un rapporto che si rivelerà salvifico per la protagonista della storia, malgrado le distanze geografiche e temporali.
Nella pellicola non mancano le critiche, neppure troppo velate, rivolte alle donne solo in apparenza solidali tra loro: un femminismo di maniera e privo di contenuti, ipocrita e per nulla in grado di offrire complicità e sostegno.
Altrettanto lucida, l’analisi di una società che permette a molti criminali di rimanere impuniti, mostrando al mondo facciate edificanti dietro cui si nascondono non di rado esseri mostruosi e privi di qualsivoglia moralità.
“Sorry, Baby”, ha il merito di andare “below the curtains”, scavando nel dolore di esistenze superficialmente normali e dilaniate dietro la patina.
Brava e convincente Eva Viktor, accompagnata da un cast di tutto rispetto che comprende Naomi Ackie, Lucas Hedges, Louis Cancelmi, Kelly McCormack, John Carroll Lynch, Hettienne Park e E.R. Fightmaster.

